DOLOMITI DI BRENTA

Posted by admin  /   settembre 17, 2013  /   Posted in Dolomiti di Brenta, Siti Unesco  /   No Comments

Il 26 giugno 2009 è stato sicuramente un giorno importante per le Dolomiti, la montagna e l’ambiente. A Siviglia in Spagna, con parere unanime dei 21 stati membri della Commissione UNESCO, nove zone delle Dolomiti sono state inserite nella lista del Patrimonio Naturale dell’Umanità, per la loro sublime bellezza e unicità paesaggistica e per le loro caratteristiche geologiche e geomorfologiche che non hanno eguali in altre parti del mondo.

L’area riconosciuta Patrimonio UNESCO si estende su una superficie di 142 mila ettari, cui si aggiungono altri 85 mila ettari di ‘aree cuscinetto’, per un totale di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone ed Udine.

Nello specifico, fanno parte: il gruppo formato da Pelmo e Croda da Lago, situati in Veneto, tra Cadore, Zoldano e Ampezzano; dal massiccio della Marmolada, posto fra Trentino e Veneto e comprendente la cima più alta delle Dolomiti (3.343 metri) e il ghiacciaio più significativo; il gruppo formato dalle Pale di San Martino, Pale di San Lucano e Dolomiti Bellunesi, per lo più in territorio Veneto ma anche Trentino; il gruppo formato dalle Dolomiti Friulane e d’Oltre Piave, le più orientali, suddivise fra le province friulane di Pordenone e Udine e quella di Belluno in Veneto; le Dolomiti Settentrionali, situate fra Alto Adige e Veneto e comprendenti i frastagliati Cadini, le candide Dolomiti di Sesto, le austere Dolomiti d’Ampezzo, le lunari Dolomiti di Fanes, Sennes e Braies; il gruppo Puez-Odle, tutto in territorio altoatesino, oggi splendido parco naturale; il gruppo formato dallo Sciliar, dal Catinaccio e dal Latemar, a cavallo fra Alto Adige e Trentino; le Dolomiti di Brenta, le più occidentali, dove vive ancora l’orso bruno, tutte in territorio trentino; il Bletterbach, un canyon unico al mondo, in Alto Adige.

Le Dolomiti di Brenta

Le Dolomiti di Brenta sono il nono ed ultimo dei gruppi dolomitici ad essere riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Tale zona è la più ad ovest dell’area dolomitica ed è situata in provincia di Trento. Questo settore a differenza di altri gruppi del Bene Dolomiti si contraddistingue per le sue forme maestose e superbe. Qui viene ben documentata l’evoluzione strutturale e stratigrafica delle Dolomiti, nonché la loro storia tettonica.

DOLIMITIDELBRENTA-lcartinaLe Dolomiti di Brenta – Unesco, tutelate interamente dal Parco Naturale Adamello-Brenta, si presentano come una strada di roccia lunga 42 km e larga 12: un rincorrersi di vette, bastioni, canaloni, altipiani rocciosi, diedri e picchi di ogni forma. Sono delimitate a sud dalle Giudicarie, a nord dalla Val di Sole, ad est dalla Val di Non e ad ovest dalla Val Rendena. Caratteristica di questo gruppo è la presenza di diversi laghi, tra cui quello di Molveno e quello di Tovel.

Le Dolomiti di Brenta Patrimonio Unesco possono essere divise in 4 gruppi principali: quello meridionale, con la Cima Tosa, la più alta del gruppo; quello centrale, di Dolomia Principale, con le cime Brenta e Grosté; quello settentrionale con la Pietra Grande e il Sasso Rosso; e quello della Campa con il Monte Corona. Tra tutte le cime che compongono tale zona, il Campanil Basso è sicuramente il più conosciuto soprattutto in ambito alpinistico.

Morfologia e geologia

Da un punto di vista morfologico, le Dolomiti di Brenta – Unesco, composte da rocce calcaree e dolomitiche, sono il risultato di forti processi di erosione. In particolare, la zona è stata interessata da forti eventi tettonici, ben testimoniati dalla fitta presenza di scarpate, guglie e pinnacoli; da situazioni erosive attuali, provocate da fenomeni di gelo-disgelo; dall’attività di antichi ghiacciai; e dall’elevata presenza del carsismo, sia superficiale, con doline e sorgenti, sia a livello più profondo, con cavità e inghiottitoi.

Da un punto di vista geologico, le Dolomiti di Brenta raccontano la storia di queste montagne dal Permiano fino al Giurassico. In particolare, la struttura e la stratificazione che caratterizza questo gruppo documenta la successione Norico-Liassica e la transizione tra la piattaforma di Trento e il bacino Lombardo  ( www.dolomitiunesco.it)

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